Erasmus+

Erasmus Logo-Erasmus+           Come Teatro della Zucca abbiamo effettuato l’accreditamento al programma Erasmus+ perchè crediamo fortemente che lo scambio di buone pratiche a livello internazionale, in campo educativo e artistico, possa essere un’interessante strumento di crescita, nonchè un’opportunità per viaggiare e stringere legami con persone e realtà interessanti.

Sulla Cittadinanza attiva – Civitas, un progetto a Zadar (Croazia)

Cosa significa essere cittadini attivi? Quali atteggiamenti ha un cittadino attivo? Eserciteremo in qualche modo il nostro diritto di voto, di fare proposte, di cambiare le cose nella nostra comunità locale? Ci informiamo? Siamo in grado di distinguere le notizie affidabili dalle “fake news”?
Tutto questo è stato discusso nel Corso di Formazione sulla Cittadinanza Attiva proposto da Udruga Prizma, che dal 23 aprile al 1 maggio ha ospitato a Zara (Croazia) una ventina di giovani e operatori giovanili di diversi paesi europei.
Il progetto è stato cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus+, che includeva partecipanti provenienti da Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Belgio, Germania, Paesi Bassi e Croazia.
Come italiani, abbiamo lasciato il Nord Italia in cerca di risposte alle nostre domande. Essendo un piccolo gruppo di tre partecipanti con un background come artisti, designer culturali e operatori legati ai viaggi e al turismo, non sapevamo cosa aspettarci inizialmente, ma l’esperienza si è rivelata interessante e ricca di stimoli su cui riflettere.

L’importanza di ascoltare l’opinione degli altri e il rispetto nella differenza di opinioni

Partecipare a una discussione di gruppo è stata una grande sfida per tutti. Non è mai facile esprimere un’opinione in un contesto ampio, dove forse alcuni dei partecipanti sono persone che conosciamo bene e altri sono persone che non conosciamo affatto. Alcuni sono appassionati esperti di questioni come i Diritti Umani, i Rifugiati Politici, la geopolitica e i recenti eventi del Conflitto in Ucraina, i valori comuni dell’Europa Unita… ecc. Altri partecipanti sono più timidi, hanno difficoltà ad esprimere i propri pensieri e opinioni in inglese, o non hanno un’opinione forte sulle questioni sollevate in discussione. Questo in generale non è un bene o un male: nei gruppi ci sono sempre introversi ed estroversi, persone più o meno competenti in un argomento o nell’altro, persone più o meno inclini ad esprimere un’opinione.
Sebbene partecipare a un dibattito di gruppo possa essere complesso e faticoso, dopo questi lunghi dibattiti è sempre emerso un senso di arricchimento nel confronto. È emerso che l’ascolto di informazioni rilevanti, opinioni e fatti presentati da altri ci mette in una posizione in cui non è possibile essere indifferenti di fronte a una certa questione. A volte siamo chiamati ad esprimere un parere e dobbiamo prepararci a sostenere le nostre opinioni in un dibattito pubblico. E questo, unito ad un atteggiamento di rispetto delle differenze e di ascolto di opinioni divergenti dalle proprie, è una grande “Palestra” per un Cittadino Attivo.

Le diverse sfumature della democrazia nei nostri paesi di origine: andare a votare, diritto o dovere?

Non dobbiamo mai presumere che ciò che accade nel nostro Paese d’origine sia ciò che accade ovunque. E anche le modalità e la percezione di un semplice gesto come “andare a votare” possono essere molto diverse. Siamo abituati a pensare che il voto sia un momento molto importante nelle nazioni democratiche: eppure l’affluenza alle urne in Italia non è elevatissima ed è in costante diminuzione. Circa il 78% degli italiani si è presentato alle urne nel 2018; nel 2021, alle elezioni amministrative, solo il 54,69%.
Anche se generalmente siamo tutti felici di vivere in una democrazia, molte persone non sentono il bisogno di andare a votare. In alcuni stati europei, in Belgio ad esempio, è addirittura in vigore una legge che obbliga i cittadini a pagare una multa (tra 27,50 e 55 euro) se non si recano alle urne.
Spesso la sensazione di essere cittadini attivi si esprime in altri modi: partecipando a manifestazioni, piccoli gruppi politici locali, progetti di quartiere, ecc. Sono tutte sfumature di democrazia e spesso non ci si pensa abbastanza.

La sfida della diversità: partecipanti di diversa estrazione, il Ramadan, l’aspetto dell’integrazione religiosa nella vita quotidiana del gruppo

Vivere per una settimana in un contesto internazionale e multiculturale è una sfida e questo ci stimola ad un confronto aperto e sincero con gli altri.
Ad esempio, è emerso che un gran numero di nostri compagni di classe stava praticando il Ramadan durante i giorni del Corso di Formazione.
Questo fatto, in pratica, ha significato: non pranzare e fare colazione sempre insieme; essere chiamati a rispettare alcuni momenti di tranquillità e silenzio per permettere al riposo di chi si sveglia alle 4 del mattino per la preghiera; capire che qualcuno può avere momenti di stanchezza e nervosismo improvvisi dovuti al fatto che non mangia tutto il giorno. Questo è stato uno degli aspetti più impattanti in termini di dinamica del nostro gruppo. Tuttavia, se proprio si vuole parlare di Europa e di valori comuni, la sfida della diversità non è certo secondaria. E vivere fianco a fianco con tante persone che praticano il Ramadan per una settimana ci ha spinto a considerare valori come il rispetto e l’apprezzamento della diversità, non solo come belle parole, ma come un atteggiamento concreto da praticare ogni giorno.

Le sfide: il pensiero critico, come distinguere una “notizia falsa” da una notizia attendibile e riconoscere gli errori

Durante il Training Course abbiamo apprezzato l’importanza dell’espressione creativa di idee, di esperienze ed emozioni. Abbiamo anche imparato a trattare con persone di tutti i tipi di background diversi. Una delle parti più interessanti è stata il workshop “Riconoscere gli errori”. L’attività ci ha fornito una conoscenza di base dei diversi tipi di argomentazioni fallaci che possono verificarsi nei discorsi radicali. Le fallacie rappresentano vari tipi di errori di ragionamento, come accade nel famoso film “American History X” in cui i radicali basavano i loro discorsi e le loro promesse su errori.

Imparare a distinguere le notizie affidabili dalle fake news è anche un ottimo esercizio per un cittadino attivo: troppo spesso siamo bombardati da una serie di notizie e non riusciamo a capire se queste notizie ci portino a una migliore comprensione del mondo che ci circonda o se portarci ad essere influenzati e manipolati. Analizzare un articolo, il titolo, l’autore, le fonti, i link, il sito web o il giornale su cui è pubblicato e i commenti dei lettori: tutte queste sono tutte strategie molto efficaci per capire davvero le notizie e il mondo che ci circonda.

Sembra tutto facile, ma in realtà non lo è. E il compito principale di un Cittadino Attivo è rimanere sveglio, essere connesso con i propri valori e lottare costantemente, da solo e in comunità, per il miglioramento, per tutti.

I Training Courses

I Training Courses sono progetti rivolti agli Operatori Giovanili (Youth Workers, ovvero tutti coloro che in senso ampio e a vario titolo lavorano con i giovani) e vengono realizzati tramite una  formazione e messa in rete degli operatori attivi nel campo dei giovani e delle organizzazioni giovanili, nell’ambito della KA1 – Mobilità degli individui. Tali progetti hanno una durata variabile, da una settimana ad alcuni mesi.

Per i partecipanti ai Training Courses non sono previsti limiti di età.

L’obiettivo principale di tale Azione è promuovere la qualità delle strutture di supporto per i giovani, offrire sostegno a chi lavora nel settore della gioventù e alle organizzazioni giovanili, promuovere lo scambio di pratiche educative a livello internazionale, migliorare la qualità del Programma Erasmus+.

Gli Youth Exchanges

Uno scambio di giovani (Youth Exchange) consiste nell’incontro tra due o più gruppi di ragazzi di Paesi diversi per affrontare insieme un tema comune. All’interno di un periodo minimo di 5 giorni e massimo di 21, i partecipanti hanno la possibilità di scambiare idee, confrontarsi, acquisire conoscenze e coscienza di realtà socio-culturali diverse tra loro.

Lo scambio avviene solitamente nel Paese del promotore che presenta il progetto e interessa gruppi di giovani di età compresa tra i 13 e i 25 anni (solitamente si delineano scambi per minorenni e scambi per maggiorenni per favorire una maggiore omogeneità del gruppo).

Social Theatre Toolbox – Valverde (PV)

In quanto associazione che si occupa principalmente di Teatro Sociale e Teatro Ragazzi, è importante per noi del Teatro della Zucca la diffusione di buone pratiche sul teatro a livello nazionale e internazionale, nonchè favorire la diffusione di momenti di confronto tra Operatori Giovanili che quotidianamente utilizzano tecniche teatrali durante il proprio lavoro. Queste tecniche sono molto efficaci e largamente utilizzate nel lavoro con i giovani, ma è importante conoscerle in maniera approfondita, se si vuole portare avanti un lavoro di qualità, che abbia ricadute positive sui giovani delle comunità locali, sui territori, sulle organizzazioni che promuovono tali progetti e indirettamente su tutti i soggetti e le istituzioni che vi gravitano attorno.
Gli Operatori Giovanili sono sempre in grado di gestire progetti teatrali rivolti ai giovani? Hanno chiaro quali effetti, anche secondari, possono scaturire dalla messa in atto di tali tecniche? Sono sempre coscienti dell’impatto che provocheranno sui territori e le comunità locali? Sono in grado di modulare le proprie proposte in base alle caratteristiche specifiche dei gruppi e degli individui coinvolti? Sono pronti a dover tirare fuori idee creative funzionali e coerenti all’ultimo minuto, in caso dovessero
presentarsi degli imprevisti?
Attraverso il progetto Social Theatre Toolbox intendiamo creare un’occasione di confronto per fornire spunti di riflessione e strumenti per affrontare le difficoltà dei progetti di Teatro Sociale, ma anche confrontarci, ricevere feedback, scambiare buone pratiche e da ultimo, ma non meno importante, mantenere alto il grado di motivazione degli operatori giovanili nell’utilizzare queste tecniche, con risultati auspicabilmente sempre più incoraggianti.
Obiettivi del progetto:
– Migliorare il livello di conoscenza dei diversi rami del Teatro Sociale
– Contribuire a una profonda comprensione delle caratteristiche specifiche del Teatro Sociale e sensibilizzare, in particolare per quanto riguarda i contesti in cui può essere applicato
– Sviluppare abilità pratiche nel lavoro e nella gestione dei processi di qualità in progetti locali e internazionali con i giovani
– Aumentare / migliorare gli atteggiamenti di sensibilità culturale e sociale nel campo del lavoro giovanile
– Incoraggiare gli animatori giovanili ad agire come attori sociali e interculturali sensibili e responsabili nelle fasi di pianificazione e attuazione
Problemi ed esigenze che cerchiamo di affrontare attraverso questo progetto:
– Incrementare l’efficacia e la qualità del lavoro degli Operatori Giovanili, in particolare sulle tecniche teatrali
– Ampliare il panorama delle Organizzazioni e degli Operatori Giovanili sul potenziale dei progetti teatrali per includere i giovani
– Incrementare la fiducia delle organizzazioni e delle istituzioni nel Teatro Sociale come motore di cambiamento a livello individuale, dei gruppi e di comunità
– Fornire nuovi strumenti di benessere ed empowerment ai giovani, agli operatori e alle
organizzazioni
– Accrescere la cultura del rispetto, dell’inclusione e del confronto interpersonale e interculturale

La prima edizione del progetto Social Theatre Toolbox si è svolta a Valverde (PV) dal 29 settembre al 7 ottobre 2019, con la collaborazione e il supporto di ANG – Agenzia Nazionale Giovani e Comune dei Colli Verdi e ha visto la partecipazione di 23 Operatori Giovanili provenienti da 11 diversi Paesi dell’Unione Europea.

Attualmente stiamo lavorando alla seconda edizione del progetto.